Clandestini: soldi o maniere forti?
12 AGO 20

In seguito alla proposta del ministro Frattini di elargire una somma di denaro (circa euro 1.700) ad ogni immigrato in uscita dal nostro Paese la consequenziale risposta di Bossi è stata di preferire di spedirli immediatamente a casa propria senza pagarli. E a rincarare la dose è l'esausto Presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo che sostiene la linea dura e parla di mitra. In effetti, ragionando sulla dinamica degli eventi sempre in sviluppo e sulla quasi completa assenza della UE nei confronti dell'Italia letteralmente dilaniata dagli immigrati - che ad oggi dovremmo classificare in clandestini provenienti dalla Tunisia ed eventuali futuri profughi provenienti dalla Libia - si può giungere alla conclusione che tante sarebbero le possibilità per affrontare la situazione drammatica, sia con la linea dura che più soft. Ma è anche vero che i Ministri Frattini e Maroni si sono recati da poco in Tunisia per trattare con le Autorità locali alle quali avrebbero strappato un accordo che garantirebbe maggiori responsabilità alla Tunisia per riprendersi i suoi connazionali. Nello specifico non so esattamente quali siano i reali accordi ma ritengo che se Frattini ha parlato di dare dei soldi a questa gente pur di farla uscire dal nostro Paese significa che siamo ancora aperti al dialogo e ad ogni trattativa. Alla domanda soldi o maniere forti personalmente per una volta preferirei rimanere al centro: né denaro inutile, controproducente e oneroso per le casse italiane né mitra, ma semplice espulsione e semplice rimpatrio, da intendere come corrette regole e prese di posizione nei confronti di persone disperate ma che ora hanno scelto un governo senza dittatura in un Paese dove non c'è guerra e destinato ad essere aiutato sia finanziariamente che nella formazione dei giovani dalla stessa Italia. Per i campi nomadi si parlava della soluzione più immediata: ruspe e rimpatri. Per l'emergenza clandestini riproporrei la stessa soluzione: espulsione e rimpatrio.